Un mal di testa “da caldo” e come sconfiggerlo

da Apr 17, 2018Articoli0 commenti

Una tecnica che lavora sulle emozioni può aiutare a sciogliere anche un mal di testa “da caldo”? Certamente, e qui vediamo come in un caso risolto in poche battute.

Un giorno di un torrido luglio, Teresa lamenta un opprimente mal di capo alla parte fronto-temporale sinistra, che le prende anche un po’ l’occhio. “Dev’essere senz’altro il caldo!”, mi dice. Visto che quando l’organismo è sottoposto a una richiesta di prestazioni extra, come appunto a causa del caldo, può esservi un aggravamento dei sintomi anche a causa dello stato di allarme che quasi inevitabilmente (e insensibilmente) si può generare, propongo comunque a Teresa di provare ad andare più a fondo alla questione, e lei accetta.

Usiamo la tecnica FastReset, che lavora focalizzando le reazioni emotive in corso, mettendo in luce il loro significato di salvaguardia biologica e poi utilizzando lo spostamento in sequenza della concentrazione e dell’attenzione secondo un particolare protocollo. Questo permette che avvengano delle particolari attivazioni neurologiche in grado di modificare le reazioni stesse in modo spontaneo, aumentando anche la consapevolezza del soggetto e sciogliendo e trasformando, di solito in pochi secondi, le emozioni disturbanti.

Per prima cosa, le chiedo che cosa direbbe, questo mal di testa, se avesse la facoltà di parlare. Dopo averci pensato per qualche secondo, esclama: “Direbbe: lasciatemi in pace! Infatti, se potessi me ne andrei in un posto fresco e silenzioso, magari sotto un albero, o in riva a un ruscello, in mezzo alla natura e al silenzio…”.
Qual è la sensazione fisica con cui meglio può descrivere il disagio che le dà questo mal di testa? Si tratta di una sensazione di “intasamento”, che la fa sentire in qualche modo bloccata.

Usiamo quindi questa frase per il trattamento: “La mia reazione di blocco per questo intasamento alla testa vuole evitarmi una realtà impraticabile e ingestibile”. Terminato un “round” completo di FastReset, la sensazione fisica è cambiata, e non è più di dolore, ma di affaticamento e di resa.
Adattiamo quindi la frase da usare: “La mia reazione di resa per questo affaticamento vuole che io ne prenda atto, che non sprechi oltre le mie energie e che le recuperi per andare avanti”.
La sensazione cambia di nuovo, e stavolta è di tensione, come qualcosa che faccia resistenza o che sia in contrasto con qualcos’altro, anche se non sappiamo ancora di preciso di cosa si tratti. Niente di male: “La mia reazione di resistenza e contrasto a questa tensione vuole che questa tensione cessi subito oppure che mi dica che cos’è”.
Subito dopo questo “giro” di FastReset, Teresa ha un’intuizione: “Ho capito che questo mal di testa origina dalla mia resistenza al cambiamento e all’adattamento, compreso quello al caldo! In effetti, sono proprio irritata dal non poter modificare la temperatura e di doverla subire”.
Componiamo la frase da usare: “Il mio rifiuto ad adattarmi vuole che le cose siano sempre esattamente come le voglio io e che io non debba fare sforzi per adattarmi”.
Dopo questo passaggio, Teresa appare molto più rilassata, e mormora: “Ma che stupidaggine! l’adattamento è sempre la migliore strategia!”. Le rimane ancora della stanchezza, che stavolta vuole che recuperi le sue energie e sia più pronta ad adattarsi.

Al termine di questo piccolo lavoro, durato pochi minuti, il mal di testa è solo un ricordo, e Teresa mi dice: “Ma lo sa che adesso mi sembra di sentire dell’aria più fresca? In ogni caso, non mi sento più oppressa dal caldo!”.
Qualche giorno dopo, mi conferma che la sua grande insofferenza al caldo sembra essersi dileguata, come se si fosse data fino in fondo il permesso di adeguarsi completamente alla situazione esterna, e senza più avvertire il caldo come un nemico, ma come un evento naturale.

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Maria Grazia Parisi

Medico psicoterapeuta, ideatrice del metodo FastReset.